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Aranzulla: “con l’IA il mio sito perde il 25%”

Perché Aranzulla perde visite nell’era delle AI?

CAPITOLO II

PREMESSA
Questo articolo non era previsto. Recentemente, però, abbiamo osservato attraverso i dati Google Analytics, l’interesse su questo argomento. Abbiamo, quindi, pensato di approfondire ulteriormente il motivo per cui i siti nel 2026 stanno perdendo sempre più visitatori.

Dalla pigrizia degli utenti alla freschezza dei contenuti

Benvenuti nel secondo capito della saga “Perché Aranzulla perde clienti nell’era delle AI?“, che segue, appunto, le vicende del sito del nostro mitico blogger alle prese con l’intelligenza artificiale.

Se i motivi principali sono già stati chiariti nel Capitolo I, in questo articolo vi mostreremo perché il blog di Aranzulla e molti altri siti continueranno a perdere visite, a meno che non corrano ai ripari.
Come nostra abitudine e peculiarità, cercheremo di semplificare il più possibile il linguaggio, ma troverete in questa pagina alcuni termini tecnici che riteniamo indispensabili.

 

Dizionario degli acronimi dell'ottimizzazione

  • SEO: Search Engine Optimization
  • AEO: Answer Engine Optimization
  • GEO o G.E.O. (o GenEO): Generative Engine Optimization
  • Attenzione! L'acronimo GEO si può riferire anche alla  Geographic/Local Search Engine Optimization (GEO SEO o Local SEO). In questi casi lo specificheremo nel testo.

Google AI Overview sceglie fonti esperte ed autorevoli

Dove eravamo rimasti? Verso la fine del precedente articolo abbiamo risposto nel seguente modo alla domanda “Perché Aranzulla perde visite nell’era delle AI”?

“La colpa è principalmente degli utenti. Come abbiamo visto, sono le persone a fermarsi al risultato generato dall’AI. Pigrizia, troppa fiducia nelle intelligenze artificiali e, ancora una volta, uso non corretto della rete, portano danni sia ai naviganti che agli autori.

Ad Aranzulla basterebbe qualche tecnicismo GEO in più al suo sito per comparire maggiormente nelle fonti delle AI…“

Sul comportamento degli utenti riguardo l’uso dell’intelligenza artificiale la situazione è nota e, come vedremo bene nei prossimi articoli, le notizie che provengono dagli Stati Uniti sono davvero allarmanti. I dati, infatti, mostrano che i click ai risultati classici dei motori di ricerca sono effettivamente dimezzati.

L’unico modo per aumentare le visite al proprio sito (social e ads a parte) è farsi citare e/o scegliere dalle intelligenze artificiali come fonte delle risposte. Quando abbiamo scritto che ad Aranzulla basterebbe qualche tecnicismo GEO, ci riferivamo proprio al concetto di iniziare a creare contenuti che possano essere letti e selezionati dalle AI.

Per fare questo bisogna unire la SEO tradizionale alle nuove tecniche della GEO (Generative Engine Optimization). Qualcuno potrà pensare che se un sito è già ben ottimizzato, allora la strada è più breve. Purtroppo, non è così. Innanzitutto, perché troppo spesso si vede una SEO eseguita parzialmente o in modo errato; in secondo luogo è importante sapere che le AI preferiscono contenuti nuovi a quelli già datati, seppur ben ottimizzati.

 

 

Cosa si può fare in un sito nel 2026 per adattarsi alle intelligenze artificiali?

Grazie al sito di Aranzulla possiamo approfondire qualche tecnica e introdurre alcune novità lato SEO e GEO.

I contenuti scelti dalle AI devono essere:

  1. Approfonditi
  2. Scritti professionalmente
  3. Strutturati per contenere già domande e risposte
  4. Strutturati a livello di codice con schema.org
  5. Integrati da FAQ (dove possibile)

Cosa va bene e cosa manca nei contenuti di Aranzulla?

  1. Sull’approfondimento dei contenuti, Aranzulla fa scuola.V
  2. Su lui e i suoi collaboratori si può certamente dire di avere di fronte dei professionisti.V
  3. Nella maggior parte dei casi vi sono frasi sotto forma di domande e risposte, soprattutto nei mini indici dei suoi articoli e nei titoli.V
  4. Negli articoli analizzati si vede uno schema.org limitato ai soli breadcrumbs, senza alcun riferimento al tipo di contenuto, al sito, all’autore, ecc… X
  5. Le FAQ mancano. Se non in tutti gli articoli, in alcuni si potrebbe integrare una sezione FAQ sia nel testo per gli utenti, sia nello schema.org. X

Cos’altro manca negli articoli di Aranzulla?

A) Lato SEO, ii testo scritto è con ampio uso di parole chiave. Sono presenti, inoltre, header (H1, H2, ecc…), grassetti e link sia tra gli articoli, sia verso siti esterni. Per i meta tag vediamo un meta title che ripete il titolo dell’articolo; in questo caso è una scelta automatizzata che va bene nella maggior parte dei casi. La meta description, al contrario, è completamente errata, in quanto viene rilevata in automatico la prima frase dell’articolo. In questo caso, soprattutto, per lo stile degli articoli di Aranzulla (poi capirete perché), la scelta è sbagliata.

B) Un tema, spesso dibattuto sia tra semplici lettori, sia tra professionisti del settore, riguarda la scelta di scrivere lunghe introduzioni, prima di arrivare al “succo” del discorso. Ovviamente, non parliamo di quei siti pieni di articolacci acchiappa click dove vi sono solo lunghe introduzioni piene di parole chiave, per poi arrivare, permettetemi, alla “cagata di turno” nelle ultime due righe. Aranzulla, infatti, è una persona seria che, guarda un po’, lavorando bene riceve (non acchiappa) molti più click di chiunque altro. Comunque, sul discorso “introduzioni” (paragrafi che piacciono anche a me) possiamo dire quanto segue.

  • A volte le introduzioni degli articoli di Aranzulla sono troppo lunghe e ripetitive, soprattutto in pagine già ricche di contenuto. Non sappiamo se questa sia solo una scelta editoriale fatta agli inizi (squadra che vince non si cambia) e ritenuta parte integrante dello stile Aranzulliano oppure, tornando al discorso SEO, sia usata per farcire maggiormente i testi di parole chiave.
  • Con le nuove regole della SEO orientata alla AI (ovvero le tecniche GEO) l’uso delle parole chiave nel testo ha un impatto ancor più piccolo di quanto già lo avesse nel recente passato. Caro Turiddu Aranzulla (permettimi il sicilianismo tra trinacriani), nel remoto caso in cui tu legga quanto scrivo, ti consiglio di risparmiare sul numero di caratteri. 😉
  • Per le AI è meglio dare subito una risposta, riprendendo la tradizionale regola giornalistica delle 5W. Visto il tipo di articoli, ovvero guide, non è possibile dare subito una risposta e/o riportare nella prima frase il “chi, cosa, dove, quando, perché”. Quindi, nel caso di Aranzulla e di altri siti/blog che propongono guide, procedimenti e ricette, è meglio essere semplicemente più concisi e diretti, evitando introduzioni lunghe al solo scopo di inserire parole chiave.
Aranzulla perde il 25% delle visite con l'AI (Capitolo II) | AG contents

CONCLUSIONE
I siti nel 2026 devono vedere le intelligenze artificiali come un nuovo strumento per apparire. Si tratta di una svolta, di un cambiamento epocale sia per le persone, sia per i siti internet. Così come le persone devono capire che le AI sono uno strumento di aiuto, piuttosto che un sostituto, anche i siti devono trovare nelle AI un’opportunità e non un nemico. 

Ancora un volta sono proprio i motori di ricerca ad indicare la strada da imboccare per essere competitivi. Se prima c’era la SEO a portarci in alto per poi far decidere agli utenti quale sia la scelta migliore, oggi la GEO permette alle AI di proporci direttamente come sito più affidabile.
Considerando che in pochi stanno effettuando miglioramenti GEO e molti siti famosi sono, addirittura, indietro di qualche anno sulla SEO, si presuppone che anche i piccoli siti e, quindi, le piccole attività possano trovare uno spazio importante grazie ai risultati proposti dalle intelligenze artificiali.

FAQ

Perché Aranzullla perde visitatori al suo sito?

Oggi la maggior parte degli utenti si ferma alle risposte generate dalle intelligenze artificiali. Quindi, Aranzulla e molti altri siti sono meno visitati dalle persone.

Cosa deve fare un sito per essere visitato nell’era delle AI?

Nel 2026 un sito può ottenere visibilità attraverso un lavoro di SEO + GEO per continuare ad essere posizionato nei primi posti dei motori di ricerca ed essere citato dalle intelligenze artificiali.

Cosa deve fare un sito per comparire tra i risultati di ChatGPT e Google AI Overview?

Un sito per essere tra i risultati e le risposte delle intelligenze artificiali come ChatGPT e Google AI Overview (Gemini) deve adottare tecniche GEO (Generative Engine Optimization).

Serve comunque fare SEO?

Sì, perché quando Google non riporta risultati generati da AI Overview, allora mostra ancora i risultati organici, ovvero l’indice classico del motore di ricerca. Per essere tra i primi dell’indice, bisogna ottimizzare il sito con le tecniche SEO.

Quanto costa fare GEO?

Fare GEO su un sito vuol dire lavorare costantemente nella creazione di contenuti. Quindi, oltre a una spesa iniziale (impostazione del sito, revisione pagine principali, analisi della concorrenza, ecc.), indicativamente tra i 500 e i 1000 euro, la GEO ha un costo a partire da 100 euro al mese per la creazione di nuovi contenuti e la reportistica dei risultati.

Nelle prossime "puntate".

  • Il tuo sito deve essere una torcia o un faro?
  • SEO, AI e contenuti a pagamento
  • GEO batte G.E.O.

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Aranzulla perde il 25% delle visite con l'AI (Capitolo II) | AG contents

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