Scrivere per l’AI e per i lettori come una volta
La nuova SEO
Tornare alle regole del buon giornalismo per essere citati da Google AI
Per anni i SEO, ovvero le persone che fanno SEO o che si dichiarano tali, hanno fatto del proprio lavoro una monotona scrittura di testi lunghi, ricchi di keyword e talvolta poveri di contenuto reale. Questa strategia, naturalmente mai adottata dal SEO AG contents, oggi non funziona più.
Con l’arrivo delle AI Overview di Google e dei motori generativi, solo chi scrive in modo chiaro, strutturato e completo riesce a emergere.
Il futuro della SEO non è più “scrivere tanto”, ma scrivere bene, anzi benissimo, tornando a seguire la buon vecchia pratica del giornalismo: dare risposte immediate e affidabili, senza inganni né fronzoli.
Dizionario degli acronimi dell'ottimizzazione
- SEO: Search Engine Optimization
- AEO: Answer Engine Optimization
- GEO o G.E.O. (o GenEO): Generative Engine Optimization
- Attenzione! L'acronimo GEO si può riferire anche alla Geographic/Local Search Engine Optimization (GEO SEO o Local SEO). In questi casi lo specificheremo nel testo.
Le 5W: la bussola per la scrittura online
Parlando di giornalismo, la cosiddetta vecchia scuola ha insegnato che ogni buon articolo dovrebbe partire dando subito riposte a “chi, cosa, quando, dove e perché”. Sono le famose, internazionalizzate, 5W: Who, What, When, Where, Why.
Questo metodo, nato appunto nel vero giornalismo, oggi si adatta perfettamente anche per la SEO e la leggibilità da parte delle AI:
- Who: “chi è coinvolto?”
- What: “di cosa si parla?”
- When: “quando è successo?” o “quando accadrà?”
- Where: “dove si colloca il fatto, l’evento o il contesto?
- Why: “perché è importante?”, “quale valore porta?” o semplicemente solo “perché'”
Le 5W aiutano a rispondere subito al bisogno dell’utente. Ed è proprio quello che Google e le AI Overview privilegiano, ovvero contenuti che chiariscono immediatamente il contesto e forniscono informazioni concrete.
Stop ai titoli acchiappa-clic
Per anni i titoli clickbait hanno dominato il web. “Non crederai a quello che è successo dopo…”, “Purtroppo non ce l’ha fatta…”, “Shock durante…”, “Guarda come è ora…”, funzionava solo per attirare utenti e farli cliccare, al fine di guadagnare soldi dalle pubblicità. Già prima delle Ai, questo sistema danneggiava autorevolezza e ranking, in quanto i lettori, sentendosi traditi, abbandonavano la pagina.
Oltre ad aumentare la frequenza di rimbalzo (in seguito, diminuire il coinvolgimento), Google ha iniziato a riconoscere titoli fuorvianti e penalizzare i contenuti che non “mantengono le promesse”.
Figuriamoci oggi se le AI Overview, che sintetizzano informazioni e scelgono contenuti autorevoli, vanno a selezionare e citare certa robaccia. Ovviamente, questi sono i casi estremi, pur essendo troppi, di testi che non hanno nulla a che fare con Google, SEO e AI. I titoli acchiappa clic continueranno ad attirare ingenui lettori tramite l’uso di social, pubblicità e banner di affiliazione.
Anche per la nuova SEO, però, si accende il semaforo sui titoli da usare in modo corretto. Per quanto riguarda i contenuti “senza inganno”, infatti, si deve porre maggiore attenzione ai titoli, agli H1, H2…H6, ai title e alle meta description, per far sì che un testo sia trovato e, soprattutto, sia citato dalle intelligenze artificiali.
Nell’era delle Ai, così come negli anni in cui si leggevano solo i quotidiani su carta, un buon titolo deve essere chiaro, descrittivo, pertinente. Un titolo deve dire subito di cosa parla l’articolo, senza sotterfugi e senza un uso massiccio di parole chiave.
Contenuti brevi, chiari, completi
Nella vecchia SEO valeva la regola “più parole scrivi, meglio è”. Non è più così.
L’AI non premia la lunghezza; l‘intelligenza artificiale di Google premia la chiarezza e la completezza.
Meglio un articolo breve che risponde in modo preciso, piuttosto che un testo di 2000 parole scritte solo per far “massa”.
La lunghezza ha senso solo quando serve ad approfondire realmente un argomento.
Questo discorso vale anche per i singoli paragrafi. Ogni paragrafo deve avere un senso compiuto e dare un valore reale all’utente.
Perché scrivere bene è oggi SEO, AEO e GEO insieme
La scrittura giornalistica, chiara e ordinata, è la base della nuova ottimizzazione:
- SEO classica: Google continua a premiare i testi ben strutturati e pertinenti.
- AEO (Answer Engine Optimization): le AI cercano risposte dirette, ben formulate e prive di ambiguità.
- GEO (Generative Engine Optimization): i contenuti diventano fonti per la generazione automatica, quindi devono essere affidabili, coerenti e impeccabili dal punto di vista linguistico.
Scrivere bene ai tempi delle AI significa posizionarsi meglio, sia per gli utenti, sia per le intelligenze artificiali.
Il web non ha più spazio per contenuti scritti male, pieni di errori o pensati solo per “fare volume”.
Il futuro è già qui: scrivere come un buon giornalista equivale a fare il primo importante passo per la miglior SEO possibile.
Rispondere subito alle domande, evitare titoli fuorvianti, puntare sulla chiarezza: sono queste le vere strategie vincenti per emergere nell’era delle AI Overview.
FAQ
Cosa sono le 5W e perché sono utili per la SEO?
Le 5W (Who, What, When, Where, Why) sono la struttura base della scrittura giornalistica. Aiutano a rispondere subito alle domande dell’utente e a rendere l’articolo chiaro e completo, favorendo SEO classica e indicizzazione AI.
Gli articoli lunghi funzionano ancora per Google?
Funzionano solo se aggiungono reale valore. Un articolo breve scritto bene è preferibile a un testo lungo e dispersivo. La lunghezza deve servire a informare, non a riempire.
Perché i titoli clickbait non convengono più?
Perché, oltre a far perdere tempo e fiducia ai lettori, non vengono selezionati dalle AI Overview. Un titolo chiaro e preciso è oggi molto più efficace.
Cos’è la GEO (Generative Engine Optimization)?
La GEO è l’evoluzione della SEO per i motori generativi di AI. L’obiettivo è rendere i contenuti comprensibili e riutilizzabili dall’intelligenza artificiale.
Cos’è l’AEO (Answer Engine Optimization)?
L’AEO era l’insieme di tecniche SEO pensate per ottimizzare i contenuti affinché vengano scelti dai motori di risposta integrati ad esempio negli assistenti vocali. Oggi AEO significa essere la risposta o la fonte della risposta delle AI. Per ottenere il risultato di AEO servono, appunto, le tecniche GEO.
AUTORE
Amedeo Giordano
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